Hai mai notato che dopo una lunga estate al mare i tuoi capelli diventano più chiari, quasi dorati? Non è magia, e non è nemmeno merito dello shampoo. È chimica pura — e la protagonista di questa storia si chiama melanina.
Oggi Trikho ti spiega cosa succede davvero al tuo capello quando il sole lo accarezza (o lo attacca, dipende dai punti di vista! ☀️).
Trikho il Capello alle prese con i raggi UV... povero capello! 😅
La melanina è il pigmento che dà colore ai tuoi capelli — dal biondo platino al nero corvino, con tutte le sfumature nel mezzo. Ma la melanina non è solo un colorante: è anche una protezione naturale contro i raggi UV.
Quando il sole colpisce il capello, la melanina assorbe sia i raggi UVA che gli UVB, cercando di fare da scudo a tutte le altre strutture più delicate: le proteine, i lipidi e persino il DNA della cellula. Un vero supereroe molecolare.
Ma ogni supereroe ha il suo punto debole...
Prima di arrivare alla melanina, i raggi UV attraversano tutti gli strati del capello — e fanno danni lungo la strada.
La cuticola e la corteccia (gli strati del fusto capillare) sono ricchissime di cheratina, la proteina strutturale per eccellenza. La cheratina contiene aminoacidi come la cisteina e il triptofano, che assorbono soprattutto i raggi UVB.
Quando gli UVB interagiscono con la cheratina, rompono i legami tra gli atomi di zolfo e i legami idrogeno che tengono insieme le catene proteiche. Il risultato? Capelli più fragili, opachi, spenti e difficili da pettinare. Quella sensazione di paglia dopo le vacanze non è un'impressione: è chimica.
Nell'acqua, nei lipidi e nei minerali del capello i raggi UV non vengono assorbiti — ma possono comunque fare danni indiretti, generando radicali liberi (ROS). I principali sono lo ione superossido (O₂⁻) e il famigerato H₂O₂, l'acqua ossigenata. Sì, la stessa che si usa per schiarire i capelli in salone!
Poiché la maggior parte delle strutture del capello "cattura" gli UVB, a raggiungere i granuli di melanina nella corteccia sono soprattutto gli UVA, che passano quasi indisturbati attraverso gli strati esterni.
Ed è qui che inizia il vero processo di schiarimento.
La melanina è una molecola con una struttura chimica molto particolare: è formata da 5 anelli collegati tra loro, con molti doppi legami coniugati (alternati, separati da legami singoli) e gruppi carbonilici (carbonio + ossigeno in doppio legame).
Questa architettura molecolare crea quello che i chimici chiamano un sistema coniugato: gli elettroni dei vari legami si "delocalizzano", cioè vengono condivisi su tutta la molecola. Questo la rende più stabile e le permette un trucco straordinario: quando assorbe l'energia dei raggi UV ed entra in uno stato eccitato, riesce a distribuire quell'energia su tutta la sua struttura e a rilasciarla sotto forma di calore, senza danneggiarsi (subito).
In questo modo la melanina protegge tutto il resto del capello — enzimi, lipidi, proteine — e riesce anche a neutralizzare i radicali liberi che si formano.
Ma quando l'esposizione si prolunga, sia i raggi UV che i ROS circolanti cominciano a ossidare la melanina stessa. Questo processo si chiama foto-ossidazione: la molecola di melanina viene letteralmente rotta, perde la sua struttura e, con essa, la sua capacità di dare colore.
Qui entra in gioco una distinzione fondamentale: esistono due tipi principali di melanina.
Diversi studi hanno dimostrato che l'eumelanina resiste meglio all'attacco dei raggi UV rispetto alla feomelanina. I capelli scuri, pur contenendo più aminoacidi sensibili all'UV, hanno anche più granuli di eumelanina, il che li rende globalmente più protetti e meno soggetti a schiarirsi e rovinarsi.
I capelli biondi e rossi, ricchi di feomelanina, tendono invece a schiarirsi più rapidamente e a danneggiarsi in modo più evidente.
Uno studio pubblicato sul Journal of Photochemistry and Photobiology ha chiarito i rispettivi "ruoli":
E questa distinzione vale indipendentemente dal tipo di capello.
Ora che sai cosa succede, puoi prendere decisioni più consapevoli. Qualche consiglio pratico:
Schiarirsi i capelli al sole non è un effetto neutro o solo estetico. È il risultato di un danno chimico reale a carico della melanina, della cheratina e di tutta la struttura del fusto capillare. La buona notizia? Conoscere il meccanismo ti aiuta a proteggerti meglio — e a capire perché il tuo colorista ti dice sempre di usare la protezione solare anche per i capelli!